Wikipedia:Pagina delle prove.html

 
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La sandbox – in italiano sabbiera o sabbionaia o anche recinto della sabbia – è, nei parchi giochi, l'area delimitata e piena di sabbia nella quale i bimbi giocano con paletta e secchiello.

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Un castello di sabbia
DICONO DELLA SANDBOX:

I sandboxer sono quelli che allenandosi nella sandbox, fanno a pugni coi propri errori. (Utente:Sempronio)

La sandbox può essere intesa come territorio di allenamento, come ginnastica pratica e intellettuale per potersi impadronire di una tecnica. (Utente:Tzara)

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Indice

modifica Roflumilast

Farmaco in fase di sperimentazione per il trattamento broncopneumopatia polmonare cronica ostruttiva [[Media:(BPCO).]] Appartiene alla classe degli inibitori selettivi dell'enzima fosfodiesterasi-4 (PDE-4).

Alberta MarchiCorsivoImmagine:Esempio.jpg(Montecchia di Crosara, Verona 20 settembre 1952) è una pittrice italiana.Vive a San Bonifacio in via Caravaggio ,20 ( Verona ) Italy - nella sua abitazione e galleria permanente. La sua pittura va dall'informale figurativo astratto simbolico.



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modifica Intestazione

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modifica Francesco Scandone

Storico dell'Irpinia nato a Montella il 12 Novembre 1868 in una famiglia di piccoli proprietari terrieri, da cui apprese le virtù civili e cristiane. Suo primo educatore fu uno zio sacerdote, prof. Giuseppe Schiavo, che lo spinse a continuare gli studi. Sostenne da privatista la maturità classica presso il liceo Pietro Colletta di Avellino. Nel 1889 si iscrisse alla Facoltà di lettere dell'Università di Napoli e si laureò nel 1893 in Storia Moderna discutendo una tesi sulla storia di Avellino Longobarda. La frequentazione durante gli anni universitari della casa di Scipione Capone, ex colonnello della guardia nazionale, distintosi nella lotta al brigantaggio, mise a disposizione del giovane Scandone una biblioteca di 30000 volumi, che in seguito costituì il nucleo fondante della biblioteca di Avellino. Il giovane maturò così l’interesse per la ricerca storica, in particolare per le vicende di Avellino, che fu oggetto della tesi di laurea, e in seguito per molti altri comuni dell’Irpinia. Le prime esperienze di insegnamento a Gallipoli e poi in altre sedi fino a raggiungere Napoli, si accompagnarono sempre, fino in tarda età, alla frequenza degli archivi storici dove attinse materiale per la stesura di ben 74 opere in gran parte dedicate alla sua terra ( Storia di Avellino romana, longobarda, feudale, medievale, moderna, l’alta valle del Calore, i due principati) editi a partire dal 1911 fino a dopo la sua morte, avvenuta il 13 gennaio 1957. Come riconoscimento dell’impegno nella documentazione storica venne chiamato a far parte dell’Accademia Pontaniana, prestigioso sodalizio di uomini di cultura, fondata in epoca aragonese e che, negli anni in cui la frequentò era presieduta da Benedetto Croce.

Durante la sua vita gli fu conferita la cittadinanza di Avellino, per riconoscimento dei suoi studi, e al pari fece il comune di Roccasecca che aveva dimostrato essere il vero luogo natale di San Tommaso, detto d’Aquino. Le sue opere, custodite dalle maggiori biblioteche italiane e straniere rimangono spesso l’unica fonte storica per i comuni dell’Irpinia dopo il terremoto del 23 novembre 1980.

modifica Franco Borga

Franco Borga (Torino, 11 aprile 1937 - ). Pittore ed esperto di vetri Art Nouveau, Art Déco e per l'operà di Gallé in ceramica ed ebanisteria. Membro dell'Unione Europea Esperti d'Arte.

Franco Borga frequenta la scuola di Arti e Mestieri; da giovanissimo lavora presso un antiquario imparando il mestiere di restauratore, che poi lascerà per dedicarsi alla pittura. Autodidatta espone per la prima volta a Torino nel 1965. A partire dal 1971 svolge la sua attività di pittore tra Torino e Parigi; nel 1975 ottiene il 1° premio ex aequo "Le Figure dell'Enigma", XVII edizione Città di Vasto; dal 1976 al 1979 disegna e realizza con successo una serie di gioielli; nel 1978-79 crea per la Chiesa di St. Martin de Rosiers, Comune di Albon nella Drome (Francia), una vetrata di 60 mq, dal titolo "Grand Vitrail". [1] . Nel 2006 la municipalità di St. Martin de Rosiers gli dedica una via. Immagine:Esempio.jpg Esperto in vetreria con diploma rilasciato dall'Institut d'Etudes Supérieures des Arts di Parigi, nel 1985 è autore del volume "Vetri Francesi Art Nouveau e Art Déco", edizioni Umberto Allemandi, con prefazione di Guido Pron, in occasione della mostra di Torino a Palazzo Nervi "Vetri francesi Art Nouveau e Art Déco", da egli stesso curata insieme a Guido Pron.

Nel 1995 riceve il 1° Premio "Arte e Poesia" prima edizione città di Montecatini Terme.

Ha pubblicato numerosi articoli su riviste specialistiche italiane e straniere, tra le quali Il Mercato dell'Arte, Il Giornale dell'Arte, Ceramica Antica, Scena Illustrata, Trouvailles (Parigi) illustrando le opere dei principali Maestri vetrai dalla fine dell'800 fino agli anni '40 e collabora dal 1991 alla rubrica di Simonetta "Sapere Spendere", per i vetri Art Nouveau e Art Déco, quotidiano La Stampa di Torino. E inoltre consulente dal 2002 per i vetri e mobili Art Nouveau della Casa d'Aste Meeting Art di Vercelli (Italia).

Principali Mostre Personali

Franco Borga ha inoltre tenuto 40 mostre personali, tra le quali nel 1972 Galleria Au Cheval de Verre, Bruxelles, con presentazione di Aldo Passoni. Nel 1973 Galleria Porta Romana, Milano, con presentazione di Ignazio Mormino. Nel 1975 Galleria Marie-France Bourely, Parigi, presentazione di Luigi Carluccio. Nel 1976 Galleria Verrocchio, Pescara, presentazione di Albino Galvano. Nel 1983 Galleria Davico, Torino, presentazione di Janus. Nel 1994 Galleria Davico, Torino, presentazione di Angelo Dragone. Nel 1999, organizzata dalla Regione Piemonte, antologica al Piemonte Artistico e Culturale, presentazione di Angelo Mistrangelo.

Principali Mostre Collettive

Fra le principali mostre collettive, dal 1965 al 1986, Promotrice Belle Arti di Torino. Nel 1970 Art Contemporain Stedelijk Museum Amsterdam. Dal 1971 al 1983 Galleria Gissi Torino. 1975 e 1976 Grands et Jeunes d'Aujourd'hui, Grand Palais, Parigi. 1982 Muestra Internacional de Grafica - Arteder, Bilbao. 1985 Seize peintres et six sculpteurs italien de Paris, Istitut Culturel Italien Parigi.

Sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche in Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Polonia, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone e Yemen.

Tra i molteplici inserimenti in cataloghi e dizionari d'arte il più imprtante inserimento di Franco Borga è sul Benezit: Dictionnaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs, ed. Gründ Paris 1999, e seguito.

modifica Tiro Operativo

Equilibrio psicomotorio finalizzato ad esplodere uno o più colpi d'arma da fuoco a disanze variabili, con la massima rapidità e precisione consentita.

modifica Scozzarra

Cognome noto nella provincia di Reggio Calabria, originario di Galatro è presente principalmente a Galatro, in numero minore a Gioia Tauro, Laureana di Borrello, Crotone, San Giovanni in fiore.

modifica Castello Nijo-jo (二条城 Nijō-jō)

Cenni storici

Il castello fu costruito nel 1603 come residenza ufficiale di Ieyasu, il primo Shogun Tokugawa. Venne completato nel 1626 dal terzo Shogun Tokugawa, Iemitsu, che aggiunse altre strutture al progetto originale. Il castello è uno dei mirabili esempi dell’architettura Momoyama in Giappone. Nel 1939 il castello fu donato alla città di Kyoto e prese il nome di Nijo-jo.

Struttura

Il complesso è formato da: Ninomaru Palace (tesoro nazionale), Ninomaru garden, Seiryu-en Garden, Honmaru Palace, Honmaru Garden.

Il Ninomaru Palace è caratterizzato dall’elegante ma semplice architettura Shoin-zukuri, lo stile preferito dai Samurai. È formata da varie sezioni collegate tra loro. L’ingresso (Yanagi-no-ma e Wakamatsu-no-ma) era utilizzato dagli ispettori per verificare l’identità dei signori feudali in visita. Il nome venne dato dopo che furono dipinte le porte scorrevoli e le pareti delle stanze. Tozamurai-no-ma (le prime tre stanze) erano le sale d’attesa, la camera con una tigre raffigurata sui muri è conosciuta anche come Tora-no-ma (stanza della tigre). Nelle tre stanze Shikidai i signori feudali venivano ricevuti dai ministri dello Shogun. Ohiroma ichi-no-ma (la sala principale) è la più ricca stanza del castello, qui lo Shogun incontrava i signori feudali. Tramite una struttura in lattice gli angoli sono stati tutti arrotondati. Kuro-Shoin era usata per le udienze private dello Shogun con i Daimyo Shinpan e Fudai. È identica alla sala principale, solo è un po’ più piccola. Rochu-no-ma erano tre stanze dalle mura bianche, dove lavoravano i ministri dello Shogun. Chikushi-no-ma era il luogo dove lo shogun riceveva i messaggeri imperiali. Il corridoio (uguisubari 鴬張り, pavimento Usignolo) è costruito in modo da produrre degli scricchiolii se sottoposto a pressione, serviva per avvisare gli abitanti del castello dell’avvicinarsi furtivo di malintenzionati o di belve. Il palazzo è circondato dal Ninomaro Garden, creato secondo lo stile Shoin zukuri. Al centro del lago vi è un isola (la Horai-jima , l’isola della felicità) collegata a due più piccole (Tsuru-jima e Kame-jima). Si dice che il creatore del giardino fu Kobori Enshu. Il giardino è collegato con il Seiryu-en Garden, costruito successivamente nel 1965. Parte della sua struttura e ottocento delle pietre del giardino furono portate da un potente mercante del periodo Edo. Per completare il giardino vennero portate trecento pietre particolari, collezionate in tutto il Giappone. Il Seiryu-en è diviso in due parti, una in stile giapponese e una costruita in stile occidentale. Per ordine del terzo Shogun Tokugawa, Iemitsu, nel 1626 venne aggiunto al complesso un palazzo interno, lo Honmaru Palace, circondato dall’Honmaru Garden (costruito durante l’epoca Meiji). Nel 1788 parte del castello fu distrutto da un incendio e la presente struttura fu ricostruita nel 1847.

Anche giocando si può imparare.

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Anche giocando si può imparare.

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kurt jason e figo e bll il piu bll dll filippine e un bambino ke ha avuto 7 ragazze e ne cerca 1

modifica Antonio Labruna

Antonio Labruna (Roma, Italia, 28 marzo 1971) è uno scrittore italiano di romanzi d'avventura.

Il suo più famoso personaggio è Valerio Massimo Santacroce e l'inseparabile compagno d'avventura Christian Darc. Nato ad Roma, Labruna lavora nel settore assicurativo come responsabile della liquidazione danni per una delle più importanti compagnie di assicurazioni italiane. Ha esordito nella narrativa nel 2008 con il romanzo "In fondo al lago" che racconta la prima avventura del Duca e continua tutt'oggi a coinvolgere milioni di lettori grazie alle innumerevoli traduzioni. Antonio Labruna è anche un apprezzato pittore che espone le sue opere nelle più importanti gallerie d'erte del mondo.

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