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Per unità militare navale si intende sia la singola nave che un gruppo di navi, omogenee, come ad esempio una squadriglia di cacciatorpediniere, o disomogenee come una task force, al comando di un ufficiale superiore. Le unità militari navali hanno avuto un'evoluzione organica più lenta delle unità militari terrestri, tuttavia le linee di sviluppo sono state analoghe, dettate principalmente dai progressi della tecnologia militare. Questa tecnologia si è evoluta al passo con i materiali e la cultura della navigazione, che ha fornito all'uomo il mezzo per spostarsi velocemente ed economicamente sulle lunghe distanze e, come avviene ancor oggi, molte delle evoluzioni tecniche furono create in funzione delle esigenze militari. Di riflesso si è evoluta l'organizzazione, sia all'interno del singolo natante che nella messa in relazione in modo efficace di gruppi di imbarcazioni, omogenei o meno, attraverso la creazione di squadre, flotte e specializzazioni di uomini e mezzi. Si è assistito quindi all'uso della forza muscolare come mezzo propulsivo, sostituita poi dalla forza del vento, per la quale sono state create macchine assai complesse, nelle quali le esigenze della navigazione dovevano sposarsi con il potenziale offensivo. Infine, il motore meccanico ha permesso di svincolarsi dalla forza del vento e di creare mezzi che potessero andare anche sotto la superficie, anche con l'uso dell'energia nucleare.
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Le attinie (Actiniaria) sono un ordine di Celenterati antozoi, che vivono attaccati al substrato del fondo marino avendo anche una grande resistenza rispetto alle condizioni ambientali (come le forti correnti). Sono forme a polipo solitarie di dimensioni consistenti, possono muoversi mediante strisciamento del disco pedale. Si cibano di invertebrati e piccoli pesci che catturano con i tentacoli dotati di nematocisti. La colorazione varia dal bianco al violetto verdognolo, mentre le punte sono rosa-violette per la presenza di Zooxantelle.
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 Ognuno di noi ha i suoi inferni, si sa. Ma io ero in testa, di tre lunghezze sugli inseguitori.
Charles Bukowski
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